PiacenzaSera di Gianmarco Groppelli

9 Ott

IL FILO NASCOSTO

Usa 2017
130 min.
genere: drammatico.

Regia di Paul Thomas Anderson.

cast: Daniel Day – Lewis, Lesley Manville, Vicky Krieps, Richard Graham, Camilla Rutherford.

Londra, anni ’50. Il mostro sacro della moda Reynolds Woodcock sta al vertice della scena stilistica insieme a Cyril, la sorella. Tutto ok finché l’uomo non perde la testa per la giovane Alma. Che dire; ci sarebbe molto da dire ma è anche vero che al contempo non c’è poi tanto da dire.
Bernardo Bertolucci disse che di fronte a certi capolavori tacere è la via migliore. Parole sante e ne convengo al mille per mille, tuttavia, devo e voglio condividere ciò che questo film ha suscitato in me. In primis un senso di impotenza e di vuoto dettato dal rigore della messinscena maniacale, perfetta, sincronizzata come un cronometro e dalla sceneggiatura solida e orgogliosa nelle sue ambiziose intenzioni: bersaglio centrato in pieno.
Fotografia mozzafiato. Un guardaroba impeccabile e una ricostruzione storica che lascia davvero senza parole. Il virtuosismo di questo film va colto nei dialoghi titanici e nel nerbo narrativo teso come le corde di un violino. Lo spettatore pietrificato dall’insieme non può che fondersi diventando un tutt’uno con la pellicola, tuttavia è quasi impossibile immedesimarsi nei personaggi, creati con una forza dirompente.
Solo il professionista potrebbe esprimere un giudizio che renda vera giustizia a questo lungometraggio. In due parole, solo colui che di mestiere sta dietro alla macchina da presa può carpire veramente e lo sottolineo, veramente, l’impegno e lo zelo col quale è stato partorito il film in questione. Una lezione di grande cinema destinata ad essere ricordata in eterno.
Daniel – Day Lewis, in passato, ha dato sfoggio del suo indiscutibile talento da “Nel nome del padre” a “Gangs of New York” a “Il petroliere”. Maestro del linguaggio del corpo e della mimica facciale. Un gigante camaleontico capace di interpretare in modo magistrale qualsiasi ruolo gli venga affidato, quì raggiunge il suo il suo apice.
Al suo fianco Lesley Manville e Vicky Krieps. “Il filo nascosto” è cinema nel cinema. Gli occhi dei protagonisti recitano, ardono e luccicano anticipando le battute. La parola è solo uno dei tanti ingredienti di questa miscela esplosiva. Ogni sequenza, ogni passaggio è come il capitolo di un grande libro. Dire che ogni singolo secondo di questi 130 minuti vale il prezzo del biglietto è cosa scontata.
Certe emozioni sono difficile da spiegare. “Il filo nascosto”? Come una cara vecchia lettera d’amore e ci siamo passati tutti almeno una volta. Un tuffo nel passato! Il grande schermo come un sogno senza fine. Gli anni ’50 col suo bello e col suo brutto. Gettare uno sguardo indietro ha sempre il suo perché.
Qualcuno la chiama nostalgia. Qualcuno “tempi andati”. E’ un capolavoro assoluto. Il film ha ottenuto sei candidature ai premi Oscar, due candidature ai Golden Globes e vinto un premio ai BAFTA. Record di pubblico e incassi.

Gianmarco Groppelli

Giudizio: ☆☆☆☆
PcSera
http://www.piacenzasera.it

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2 Risposte a “PiacenzaSera di Gianmarco Groppelli”

  1. Deneb ottobre 9, 2019 a 10:06 PM #

    Gran bella autopsia del film, bravo

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