LA RUOTA DELLE MERAVIGLIE – PiacenzaSera.it di Gianmarco Groppelli

24 Nov

Usa 2017
regia di Woody Allen
genere: comedy-drama- sentimentale
durata: 101 min
cast: Kate Winslet, Justin Timberlake, Juno Temple, Jim Belushi, Jack Gore, Tony Sirico, Steve Schirripa, Max Casella, David Krumholtz
Fotografia: Vittorio Storaro.
Scritto e diretto da Woody Allen

New York City, anni ’50

Ex attrice attualmente impiegata come cameriera presso un ristorante di pesce, perde la testa per Mickey, un bagnino che sogna di diventare commediografo. Non mancheranno di ostacolare il loro incontro malavita, antipatici giostrai e altre ragazze.
Eh, immagino cosa starete pensando cari lettori. Justin Timberlake nel cast di un film di Woody Allen è un colpo basso che non scivola sotto la porta, è un abominio a voler essere clementi.
Non so darvi torto, ma abbiate pazienza, parliamone un attimo.
Woody Allen torna alla carica.
Il suo ventaglio di idee, registro cinematografico e passione sono rimasti immutati negli anni.
E questo è positivo poiché un uomo-artista deve, a mio parere, tener fede alle proprie convinzioni.
La dimostrazione più palese del suo credo è riassunto nel film culto Manhattan (1979) nel quale tributa la buona letteratura, il cinema svedese, il sentimento umano con le sue gioie e i suoi dolori e non per ultimo, è un omaggio alla sua amata New York voluta dal regista in bianco e nero per varie ragioni sulle quali non mi soffermerò.
Non voglio annoiare. Ho citato “Manhattan” in quanto opera madre del cineasta senza dimenticare, superfluo dirlo, Io e Annie del 1977.
La coppia Diane Keaton-Woody Allen è un sodalizio durato “una vita” che non mancherà di emozionare le generazioni a venire.
È d’uopo menzionare questi riferimenti col fine di provare a dare una più chiara visione al complesso e geniale mondo di Woody Allen.
Due parole ancora sul passato. Sebbene il regista, nel corso della sua brillante carriera abbia cavalcato (diretto, scritto e recitato) generi a una prima occhiata piuttosto differenti l’uno dall’altro, Allen è rimasto sempre sul binario del dolceamaro atto a toccare il cuore della gente, far riflettere ma anche far sorridere.
Non dimentichiamoci che Woody Allen nasce artisticamente come comico fatta eccezione per tre impietosi, amarissimi e drammatici lungometraggi dedicati in tutto e per tutto al suo mentore, Ingmar Bergman. Settembre, Un’altra donna e Interiors sono film “non alla Woody Allen” per dirla in soldoni.
Sono lavori della sua ricca filmografia che per certi versi restano su un’isola a parte; l’isola del Farö di Bergman. A buon intenditor poche parole.
“La ruota delle meraviglie” ha tutti gli ingredienti accattivanti e intelligenti del “vecchio” Allen: comedy-drama-sentimentale. Una combinazione perfetta.
Il disincanto degli anni Cinquanta, sia pur visionato attraverso crudeli ammiccate ai gangster movies, rimane disincanto anni Cinquanta nel quale lo spettatore si perde e si strugge.
Film cucito su misura per nostalgici e romantici. L’ultimo Allen è un trionfo di virtù. Cento uno minuti di VERE emozioni.
Va detto e sottolineato che in questa sua ultima opera, la fotografia gioca un ruolo fondamentale in quanto Vittorio Storaro è un vero maestro quando si tratta di allestire (o meglio, arricchire) la scena con i suoi prodigiosi e travolgenti giochi di luce.
Stanley Kubrick sarebbe certo rimasto compiaciuto dal talento di Storaro in quanto “appassionato” della luce e di tutto ciò che scintilla. Riposa in pace, Stanley.
Classe 1935, il regista Allen non perde la verve ed il mestiere che lo hanno reso leggenda. Salire sulla sua ruota delle meraviglie è un piacere che riscatta una vita di noia. Quasi un privilegio.
Pubblico e critica, compresi e rapiti dalla magia di questo film tanto atteso, hanno parere unanime. Verdetto? Applausi a profusione e riconoscimento Hollywood Actress Award per la protagonista, Kate Winslet.
Coinvolgente, bellissimo. Woody Allen alias nation’s pride centra il bersaglio. Un colpo maestro.
Gianmarco Groppelli
Giudizio: ☆☆☆☆☆
http://www.piacenzasera.it

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