a old window

28 Nov

E’ una tiepida notte primaverile.
A un angolo di strada un violinista suona allegri motivetti: ha una folta barba rossiccia e indossa calzoni verde scuro troppo larghi per la sua taglia.
Un gruppo di forse dodici persone e’ raccolto intorno a quest’uomo non più un giovanotto (forse sui cinquanta) ma non smettere di suonare e non ci badare se chiudo le persiane.
Il cielo e’ un trionfo ! Stelle a profusione da perderne il conto.
E’ tutto stupendo: la baia e il violino e le stelle senz’altro anche loro, tuttavia, dislocate in forze come stanotte hanno un che di orribilmente familiare e non ci badare se ho chiuso le persiane; non smettere di suonare.
Stelle da perderne il conto là in alto come i rimorsi che stanotte mi impediscono di dormire. La macchina per scrivere rosso con la P che resta incastrata e ogni volta devo andare a riprenderla per metterla al suo posto, le mie sigarette leggere (le persiane chiuse) a domandarmi se esistano ancora parole per le quali valga la pena di vivere.

estratto de
“Coni d’ombra e lame di luce” di Gianmarco Groppelli

Casa Editrice Centro culturale
“E. Manfredini” Tradizioni e Prospettive.

Tutti i diritti sono riservati.

Nessuna parte del libro può essere riprodotta o diffusa senza il permesso dell’Editore.
Progetto grafico impaginazione e stampa -Nuova Linotipia- Piacenza

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