heavy machines

4 Dic

Era una di quelle estati calde e afose, troppo calde e troppo afose per sfaccendare sotto al sole cocente del mezzogiorno nondimeno volevo rendermi utile: Becca mi ha sempre dato la spalla nei momenti più duri.

Era giusto aiutarla ?

Superfluo dirlo: era tempo di ricambiare.

La campagna era una macchia tutta distorta e tremula: scherzi dell’ottica in quell’estate calda e afosa, troppo calda e troppo afosa per sfaccendare sotto al sole cocente del mezzogiorno nondimeno volevo rendermi utile: era tempo di ricambiare.

La voce di Johnny Paycheck mi arrivava agli orecchi dalla mansarda.

Pensavo:

dieci anni si hanno solo una volta

pensavo a sua sorella in mansarda ad ascoltare la voce nasale di Johnny Paycheck, probabilmente sbattuta sul letto all’incontrario tra riviste di moda, riviste di pettegolezzi, tra le tante bandiere, tre classiche a stelle e strisce e due confederate con una scritta nel centro (Dixieland) e un falso autografo di Bocephus scarabocchiato da un suo compagno di classe con un pennarello nero indelebile come indelebile era il mio ricordo del primo ed unico bacio che ero riuscito a strappare a Becca, il giorno del suo compleanno.

12 gennaio, dopo che si era bevuto tanto e la festa si era esaurita e tutti se n’erano tornati a casa.

Io e lei soli sotto alla veranda e là era successo quel ch’era successo.

Solo a pensarci avvampavo e non per il caldo, e questo e’ un fatto.

“Spostati, per la miseria”.

Ma la vacca mica voleva saperne di spostarsi sicché Becca imprecava rollando pugni nell’aria di fuoco.

“Domani mattina verso le dieci aspettiamo gente importante”.

Gente importante ? Mi chiedevo chi fosse questa gente importante e mentre ci riflettevo Becca aggiunse che avrebbero portato un macchinario importante e gigantesco per la mietitura o la trebbiatura, per dispensare diserbanti o che so io.

Fatto sta che era gente importante col macchinario gigantesco altrettanto importante.

Immaginavo fosse buona cosa fare bella impressione.

Becca diceva che suo padre aveva pagato un occhio per quell’arnese importante e non trovavo nulla da ridire. Becca aveva parlato chiaro; quel macchinario importante avrebbe risparmiato loro un bel po’ di fatica col beneficio di migliorare tempi e qualità di produzione.

La concorrenza spietata nel mondo rurale e’ cosa inimmaginabile al profano.

Ero profano ma convenivo con lei sul fatto che la concorrenza nel mondo rurale fosse davvero spietata.

Le chiesi cosa volesse che facessi di preciso e lei disse che se avessi lustrato le targhe su entrambi gli sgangherati pilastri alla testa d’ingresso mi sarebbe stata molto riconoscente ed andai a lustrare.

Poi ?

Disse che quel macchinario importante sarebbe giunto mediante trasporto eccezionale con la cabina del camion preceduta da un’auto della ditta (importante) e che una seconda auto della medesima ditta (importante) avrebbe fatto da scopa.

Si augurava che l’autista sapesse il fatto suo di modo tale da non abbattere i pilastri: gli unici scarsi mezzi che avevano di farsi notare tra le viceversa mastodontiche insegne delle fattorie circostanti.

La concorrenza rurale era davvero spietata, pensavo, e non sentivo più la voce di Johnny Paycheck.

Poi, c’era dell’altro ?

Mi chiese, per favore, di spruzzare il trattore con la canna grande.

Spruzzai il trattore che adesso ci si poteva specchiare.

Erano passate forse quattro ore quando Becca annuncio’ che meglio di così non si poteva proprio fare e che la loro azienda agricola era letteralmente sterco vaccino paragonata alle altre aziende.

Non ricordo di aver mai sentito Becca affermare apertamente che la loro e’ una famiglia “povera”, tuttavia.

C’era dell’altro ?

Se potevo darle una mano a…

E poi a…

E se potevo aiutarla a…

C’era dell’altro ? C’era.

Una certa ragazza che in teoria avrei dovuto condurre al cinema dopo cena ma che in pratica non si vide e così restai per un’ora buona sui gradini di casa tant’è che il mio cuore era pregno di sgradevoli amarezze.

C’era dell’altro ? Speravo di no.

estratto de
“Coni d’ombra e lame di luce”
di Gianmarco Groppelli

casa Editrice Centro culturale
“E. Manfredini” Tradizioni e Prospettive.

Tutti i diritti sono riservati.

Nessuna parte del libro può essere riprodotta o diffusa senza il permesso dell’Editore.
Progetto grafico impaginazione e stampa -Nuova Linotipia- Piacenza

Pubblicità
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: