Duke’s/Luke’s

5 Dic

Certo e’ che ti stanchi alla lunga di vedere sempre le stesse facce ma a me piaceva quella tavola calda un po’ fuori mano (e mi piaceva per questo) e altre mille ragioni, in teoria si chiamava “Duke’s” ma la gente la chiamava “da Luke” e non ho mai capito xché, anyway…
I clienti delle nove erano facoltosi pilastri della società; mai un capello fuori posto, con le scarpe lustre che ti ci potevi specchiare e ovviamente, il portafogli bello gonfio. Vi erano anche dei giovani della “vicina” università ma quelli non si presentavano mai prima delle dieci. Quando arrivavano con i libri sottobraccio e le belle pollastre al seguito io avevo già finito da un pezzo le mie fette di prosciutto al miele, il caffè nero e le striscioline di carne essiccata che mi piace da impazzire e mi servivano portandomele semplicemente avvolte in un tovagliolo sempre rosso: le striscioline erano sempre quattro e i ragazzi erano sei. Io stavo sempre al solito posto: gli occhi alla strada e le spalle ai ragazzi. Sentivo tutto (ma proprio tutto) anche xché pure volendo era impossibile non sentire. Facevano un baccano del diavolo. Pensavo a come dovesse suonare strana la mia quotidiana presenza a quei giovanotti muscolosi e chiassosi: certe volte mi lanciavano occhiate incuriosite mentre scrivevo ma a me non dava fastidio. Più semplicemente non me ne sono mai dato pensiero. Diciamolo: non me ne fotteva un fico delle loro occhiate casomai le cosce nude punteggiate di pelle d’oca delle ragazze che stavano con loro…quelle si (le cosce) erano qualcosa a cui pensare anche dopo colazione, e ci siamo capiti. Erano davvero qualcosa!
Nel tempo ho perduto soldi e capelli ma qualche spicciolo mi e’ rimasto tanto basta ad essere ancora quì a scrivere e masticare pregiatissime striscioline di carne essiccata. E’ passato il tempo che e’ passato. I ragazzi hanno intascato la laurea (immagino) xché quà non si vedono più. Le seggiole in legno turchese di un tempo hanno ceduto il posto a seggiole in acciaio con il poggiaculo in simil pelle rosso rubino. Anche oltre i vetri di “Duke’s” o “Luke’s” non e’ piu la stessa cosa. Al posto delle macchine squadrate di una volta adesso circolano enormi suv con i cerchi che sembrano girare all’indietro pure se vanno in avanti. Un tempo erano affusolati grattacieli ben modellati ed erano gioia per gli occhi. Ora? Boh, a me sembrano matite smozzicate di colori inguardabili ma forse la nuova architettura e’ questa e va più che bene così, non saprei. So solo che anche la gente non e’ piu la stessa. La strada brulica di fauna tozza (mica tanto bella) dalla pelle del colore del cuoio conciato: sembrano sempre incazzati ma forse non e’ vero e sono felici. Si mescolano tra uno yankee e l’altro e vanno per la loro strada e da parte mia non posso far altro che domandarmi quale sia esattamente (la loro strada) poiché ripeto sembrano non solo incazzati ma anche mortalmente rassegnati. Una cosa e’ certa: non e’ un bello spettacolo infatti ho cambiato posto. Sono a un tavolo sul fianco; il mio vecchio posto e’ perennemente vuoto come se avesse addosso una maledizione, non so. Io sono quì (quasi vivo) a mangiare carne essiccata pregiatissima coi suv che fanno la spola dal semaforo al bidone rosso e viceversa. Sono più fortunato di altri (immagino) xche’ faccio quel che mi piace nel posto che mi piace mentre altre persone che conosco devono sbadilare ghiaia in estate e spalare la neve in inverno (e quì nevica sempre, in inverno) se vogliono mangiare. Una fortunata davvero e non mi spiego xche’ mi sento di merda anche se il caffè lo paghi solo alla prima tazza e le altre sono gratis e le striscioline di carne essiccata sono la fine del mondo. Un bel casino: oh, almeno da questo disastro ho cavato qualcosa di cui parlare, anche per oggi.

estratto de “Del sale era il profumo” di Gianmarco Groppelli

casa editrice Vicolo del Pavone

Via Giordano Bruno 6

29121, Piacenza (PC)

2013 – ristampa 2015

acquistabile anche online

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Nessuna parte del libro può essere riprodotta o diffusa senza il permesso dell’Editore. Progetto grafico impaginazione e stampa Tipitalia-Piacenza

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