www.piacenzasera.it di Gianmarco Groppelli

25 Dic

Convince e affascina “Assassinio sull’Orient Express” di Branagh.

Dall’omonimo romanzo di Agatha Christie (1934), tra i produttori lo stesso Branagh e Ridley Scott.

Assassinio sull’Orient Express

Usa 2017
durata: 114 min.

genere: giallo-thriller.

REGIA: Kenneth Branagh

cast: Kenneth Branagh, Penélope Cruz, Willem Dafoe, Judi Dench, Johnny Depp, Josh Gad, Derek Jacobi, Michelle Pfeiffer, Daisy Ridley.

Dall’omonimo romanzo di Agatha Christie (1934), tra i produttori figurano lo stesso Branagh e Ridley Scott.

L’eccentrico investigatore Poirot si trova sull’Orient Express. A causa dell’inclemenza del tempo, l’investigatore e altri tredici viaggiatori restano bloccati a bordo scoprendo che nella notte si è consumato un omicidio.

L’investigatore si mette subito al lavoro. I tredici sono tutti sospettati.

Il garbo e l’eleganza degli anni Trenta sono uno sfondo perfetto per questo mystery movie che ha tutto il sapore intenso e pregiato di una pièce teatrale in stile Andrew Lloyd Webber e che si erge sicuro, ben fermo sulle gambe, dal principio alla fine.

Niente falle o cadute di stile.

Nell’immaginario collettivo il treno notturno non perde mai il suo fascino conferendo a quest’opera ulteriore efficacia con il risultato di destare nel pubblico un sentito interesse.

Le immagini, per virtù della sapiente fotografia trasudano emozioni; a queste si fondono dialoghi spumeggianti e un campionario di facce e costumi da manuale. Un cast eccezionale.

Lo sfarzo luccicante di un treno munito di tutti i comfort è in netto e duro contrasto alla fosca e misteriosa aria che si respira al suo interno poiché quanto di meglio aveva da offrire in termini di paesaggi da cartolina è ovviamente vanificato dal nefasto “incidente”.

Esempio maestro di un piacevole viaggio tra montagne e stupendi giochi di luce che si tramuta in un incubo.

Tutti sospettano di tutti. Tutti sono sospettati, nessuno escluso.

Man mano che la trama si infittisce lo spettatore ha tempo e modo di riflettere su una frase lasciata detta molto, molto tempo fa, ossia che “l’arte di saper creare dell’arte non può che essere a sua volta arte” (cit. W. Allen) ed io personalmente ne convengo.

Assassinio sull’Orient Express è con tutta probabilità il fiore all’occhiello di una stagione cinematografica iniziata senza non poche difficoltà ma che non molla, e come nel caso di questo film misterioso ed errante, sta avanzando come una locomotiva guadagnando terreno, trascinando il pubblico nel magico mondo della settima arte. Quello di Branagh è un film intrigante, affascinante, affilato, intelligente.

Una lezione di stile – from Old School –

di Gianmarco Groppelli

Giudizio:☆☆☆☆

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