White bell towers

28 Dic

Erano gli anni ’80 e allora come adesso, proprio non mi riusciva di sentirmi in pace con me stesso e tanto meno col resto del mondo che percepivo come una vera e propria minaccia sotto ogni punto di vista.

Quelli della mia classe avevano un odore e un nome ben preciso.

Parlavano solo ed esclusivamente di calcio e i loro occhi mi annoiavano a morte.

Anche la scuola mi annoiava.

Nei rigidi pomeriggi invernali faceva buio prima dell’ora di merenda e restavo a guardare i ragazzi del collegio dirimpetto che si rincorrevano nella neve alta una spanna nei loro stivali di gomma.

Il rosone sulla facciata si apriva come un ventaglio orgoglioso in tante fette colorate. Pensavo alla mia bicicletta nuova. A ogni raggio corrispondeva il suo triangolino colorato ma le giornate erano lunghe ed estenuanti e certe volte era davvero impossibile scorgerne la fine.

Allora mi intrattenevo coi libri che mi ero portato da casa e che leggevo di nascosto da sotto il banco mentre la maestra spiegava al resto della classe la differenza tra un triangolo acuto e un pomodoro.

Erano quasi tutti autori nativi del New England. Mi dicevo che dovevo assolutamente vederlo.

E lo vidi, tre anni dopo insieme a mio fratello maggiore.

Amore a prima vista.

Il New England era l’incarnazione di tutto ciò che bramavo.

In un vecchio componimento avevo scritto qualcosa come

VITA (1)

GIANMARCO (0)

Forse era vero.

Forse era stato così …

fintanto che i miei piedi non avevano calcato le stradine pulite di Provincetown, quando la brezza della sera estiva ti carezza il viso e le lettere d’amore si dipingono nel cielo; tutto attorno e’ a suonare il motivo dell’adolescente.

Se intendi, per i musicanti e’ certamente in note e pause ma per quelli dalla “penna facile”, beh, per quelli le lettere d’amore nel cielo sono

– lettere d’amore nel cielo –

le leggi e non e’ vergogna commuoversi.

Le parole, rimpolpate dai colori del tramonto sembrano gonfiarsi ed acquisire tanto più valore e così cammini senza fretta tra le chiese bianche e i campanili bianchi celati dal rigoglioso formicolare della natura in fiore:

tra vendetta e splendore

era scritto così, sul legno lasciato in bianco di una casa senza soffitta e senza cassetta della posta.

Non ricordo come iniziasse la lettera ma finiva con queste parole:

-tra vendetta e splendore-

mi piace pensare che queste parole siano state gettate lí in un gesto di collera estemporanea.

Ah si, ora ricordo.

Era estate piena e di bianco era piena la strada, l’asfalto, la chiesa ed il cielo diceva:

“Dear Jack, i never forgot the silence when you was standing in front me; eyes to eyes & face to face.

A decent place it was where we could looked sun cuming down.

I knew and i know…

one day i’ll got you again !

Revenge ‘n glory days”.

Ho pianto tre giorni ripensando a quelle lettere d’amore scritte in (cielo) in (estate)

“tra vendetta e splendore”

THAT’S HOW THEY DO IT IN NEW ENGLAND

estratto de
“Coni d’ombra e lame di luce”
di Gianmarco Groppelli

casa Editrice Centro culturale
“E. Manfredini” Tradizioni e Prospettive

Tutti i diritti sono riservati

Nessuna parte del libro può essere riprodotta o diffusa senza il permesso dell’Editore

Progetto grafico impaginazione e stampa -Nuova Linotipia- Piacenza (PC) 29121

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