faired ‘nd failed

3 Mar

Conoscevo un tizio (di vista) diciamo piu’ che di vista ma meno di una conoscenza e non certo un’amicizia, anyway, lo conoscevo e aveva 20anni e non sapeva un cazzo come tutti i 20enni (…) ed era tanto alto quanto petulante e irritante e ovviamente inutile.

La zia era riuscita a piazzarlo alla Morgue; tempo due mesi stava fuori dalle palle (fotteva preziosi ai cadaveri) e fumava sigarette che tra l’altro non si curava di raccogliere poi dopo lì dove proprio non si poteva (fumare) e se prendi un calcio nel culo (tornando a bomba) e’ un taglio netto, non e’ come mollare una cima adagio “lasciandola scivolare tra le mani” come un’anguilla, come sabbia, farina o che so io – se ti pigli quel calcio non solo sei tagliato ma anche marcato – il che sta a significare precario e fallito e credo di aver detto tutto contando che a 31anni vive ancora con sua madre (brava donna) troppo brava. Il padre? Non ci metto becco perché a differenza di lui io porto rispetto ai defunti.

dal testo “Storie di vita” (2002) di Gianmarco Groppelli edito da centro culturale “E. Manfredini” Tradizioni e Prospettive

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Progetto grafico impaginazione e stampa Tipitalia-Piacenza, 29121

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