delirium “on the stage” paparazzi fights outside Hotel ( – 7 on air )

7 Apr

Mi sono alzato (a metà) con i gomiti affondati nel materasso e ho pensato -fanculo- (non a metà) ma in ogni lingua del mondo! Fuck…ecc ecc

ho inforcato gli occhiali da sole; la radiosveglia sulla credenza segnava n●ttE F●ndA

Giovanna che beve birra in poltrona: chissene, sai che novità

come se mi avesse letto la mente

“Silenzio!”

mi porto dietro alla poltrona

i suoi capelli odorano di vaniglia (adoro la vaniglia) l’aroma della vaniglia e non sopporto i capelli bagnati che bagnano la poltrona e parte delle mie dita ma ormai e’ tardi (finalmente la pubblicità) e Giovanna si volta, scuote la testa, ride e mi chiede se ho indossato gli occhiali da sole in casa (di notte) per emulare Hank e le ho detto

-ho un mal di testa orrendo-

mi chiede perché mi sono alzato, se (ho mal di testa) il che equivale a dire “torna a letto”

-fico-

passavano “Il posto delle fragole”

vi era stato un periodo nel quale ci piaceva stare alzati a guardare la tv nel cuore della notte

sono cambiate molte cose e praticamente una mazza per certo verso (a metà) e mi chiedo cosa voglia dire perché non ne ho idea; da un po’ di tempo vedo solo in parte, la metà di una cosa, la metà di un’altra ma non conservo nessun ricordo dell’insieme (vallo a sapere)

ho fatto uno strano sogno, probabilmente innescato dall’ennesino esperimento culinario di mia suocera

era buono, più o meno, però era brutto a vedersi: restava orribilmente a metà strada tra un panettone gastronomico tutto torto a destra con la mostarda che colava dai lati, e una sorta di sandwich per ciclopi dal colore inquietante

anyway…

cose a metà!

1. Un mezzo bicchiere di Jim Beam bordo alto

2. Due fette di prosciutto al miele, tagliate

3. Caffè nero taglia M (nr .2 tazze)

4. Carne essiccata (porzione small)

5. Due pacchetti di Winston

6. Mezzo bicchiere di birra irlandese ma era ghiacciata e l’ho mollata a MeTa’ ma poi ci ho ripensato e l’ho cremata

“Diciotto e settanta”

apro gli occhi e vedo una palla con la bocca, naso e occhiali, un tesserino affisso ad una delle grosse tette (Cheryl) c’era scritto così

ripete, e apre la cassa

-ho sentito-

pensavo di essere nel mio salotto a guardare le spalle di Giovanna che “guardavano” Il posto delle fragole

mi son girato faccia al parcheggio e le ho chiesto da quanto tempo ero lì

mi son beccato un “cazzo ne so” seguito da un “troppo”

i bus passano – sapevo che era un brutto momento per la Amtrak

altro “cazzo ne so”

ok, non c’era nessuna Giovanna (almeno in salotto) nessun canale intelligente a passare Bergman, non c’erano gomiti affondati nel materasso e nemmeno occhiali da sole in casa…

ma qualcosa di vero, si: Jim Beam a raffica ed era chiaro che da lì a mezzo secondo avrebbero chiuso il bar [ero (q-u-a-s-i) pronto]

( -7 on air ) i was late, as always!

1st show Baton Rouge 225, LA

2007

estratto de “Coni d’ombra e lame di luce” di Gianmarco Groppelli

edito da centro culturale “E. Manfredini” Tradizioni e Prospettive (FC 02)

Tutti i diritti sono riservati

Nessuna parte del libro può essere riprodotta o diffusa senza il permesso dell’Editore

Progetto grafico impaginazione e stampa Tipitalia-Piacenza, 29121 (PC)

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