aubergine

12 Apr

“Non ci crederà, sa”.

Infatti.

-zo’ vuole questo?- ma non l’ho detto.

Era secco come un legno secco con una faccia bislunga che terminava su di un mento bucato tipo Kirk Douglas (RIP) ma a differenza di Kirk ero sicuro che fuori del lavoro quello si batteva tutti i bagni turchi della città (…)

l’ho dato per scontato (il lavoro) xche’ uno che scassa i coglioni porta a porta di sabato mattina o e’ uno davvero tosto o non ci sta molto con la testa.

Dicevo, non ho nulla contro gli omosex ne conosco “tanti” brave persone ma se posso aprire una parentesi che non ha a che fare con la faccia bislunga del tizio, mentre mi seguiva in casa ho pensato che per una qualche occulta ragione (almeno per me) e non l’ho mai capito, gli omosex sembrano avere un maggior contollo dei loro istinti (Dahmer&Co sono fuori gioco e’ chiaro) ma per quanto riguarda gli altri (ribadisco, di certo non Dennis Nilsen) ma quelli regolari, sono regolari e rispettano il tuo orientamento, di solito, si limitano ad “invitare” diciamo così e se uno non e’ d’accordo se ne fanno subito una ragione; l’ho notato (l’ho provato) e avevo l’età che avevo.

@ differenza di loro, noi primo incontro: pergolato romantico/candele profumate/rosseggianti tramonti sul filo dell’acqua o una latrina di Autogrill e’ uguale (se a un uomo tira) e la donna e’ quella “giusta” glielo mettiamo al culo prima di finire il vino, mi capite si.

Ve l’ho detto che non aveva a che fare, ma volevo dirlo.

“Ah si” ha fatto lui. “Luminoso”.

-zo’ vuole questo?- ma non l’ho detto.

Gli ho chiesto se voleva una tazza di caffè e lui e’ arrossito come una ragazzina, poi ha alzato le spalle e inarcato il sopracciglio e non c’ho capito una mazza ad ogni modo l’ho preso come un si.

Smanetto sul piatto dei fornelli e dal salotto quello mi urla che lo prende NERO – COME LA NOTTE – SA – SI.

-Xristo- e mi sa che m’ha sentito.

Eccolo, nero come la notte!

-dunque, qual buon vento-
un ben celato -zo’ vuole questo?

“Non ci credera’ mica, sa”.

-faccela – dai – c’ho le bozze- ma non l’ho detto.

“Una volta forse su un milione” pausa. “Il più delle volte ti lasciano sullo zerbino”.

-zo’ dice questo?-

“E’ il primo di oggi”.

Ha guardato l’orologio.

8:35

una mattina raggiante ha detto così più o meno ha detto in tutti i sensi, caro signore

in effetti c’era il sole per la prima volta dopo 5 giorni di acqua

-zo’ dice questo?-

“Un caffè strepitoso”.

-non vorrei metterle fretta- ma sa com’e’ – ho fatto io – e mi sono diretto alla porta come a dire: “Tempo scaduto my friend”.

“Un esperimento sociale” pausa. “Riuscito nel migliore dei modi”.

Ha detto “vorrei abbracciarla” e io ho risposto -non fa nulla ho la febbre- del sabato che mi sta sulle palle già di suo perché i vicini cioccano più del solito mica adesso (dormono) ma nel pomeriggio si scatenano, sa, caro signore

gli ho chiesto se avessi dovuto cacciarlo -insomma che avrei dovuto fare perché l’esperimento andasse male!? oramai ero curioso- un po’

“Un caffè strepitoso”.

-grazie-

“Glielo avevo già detto!?”.

-si, ho capito che elemosinava caffeina quand’era ancora in macchina-

Si e’ piegato dalle risate.

“Lei e’ uno spasso” ha detto. “Che forza”.

Mi hanno dato dello stronzo, del genio, del misantropo, del cuore impavido, del buffo, del goffo, del gallo, del bullo, del cupo, del prof pignolo alle porte dell’estate ma non mi hanno mai detto che – sono uno spasso – casomai vattene a spasso – ce l’ho ancora in testa il vaffanculo di Cinecittà e gli ho chiesto se poteva dirlo di nuovo

ha ripetuto

si, avevo capito bene (spasso)

-non vorrà mica andarsene così- ho fatto io che non glielo ho chiesto l’ho brancato per una manica tirandolo a me e l’ho seduto sul divano

-qua’ la tazza- esperimento sociale

ha sbarrato tanto d’occhi

“Lei e’ strambo” ha detto. “Che mito”.

-qua’ la tazza -zo’vuole questo?-altro caffè e ho pensato che ero lì per quello

NERO COME LA NOTTE ecc ecc, pronti!

“La regista vorrebbe congratularsi con lei, immagino” l’ha detto adagio. “La prego”.

faccia aspettare – qua’ la tazza!

ha allungato il braccio senza entusiasmo viceversa io nel versargli il caffè nero come la notte ecc ho provato un piacere MORTALE che ci andava vicino…

…ho sentito uguale quando Giovanna aveva lasciato il suo numero a mio fratello (per me) ♡ tantissimi ti amo fa.

estratto de “Storie di vita” (2002) di Gianmarco Groppelli

edito da centro culturale “E. Manfredini” Tradizioni e Prospettive

Tutti i diritti sono riservati

Nessuna parte del libro può essere riprodotta o diffusa senza il permesso dell’Editore

Progetto grafico impaginazione e stampa Tipitalia-Piacenza

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