Redneck zone ❌

12 Apr

Più o meno cento metri prima della casa di Becca si incontra un cartello (beh, non proprio un cartello) che recita a grandi lettere rosse REDNECK ZONE. E’ un trancio di compensato inchiodato a viva forza sul tronco di un albero più grande degli altri lì intorno quasi a voler palesare il fatto che hillbilly e simili non sono per nulla i benvenuti, ma proprio per nulla. L’ho incontrato milioni e milioni di volte e altrettante, oltrepassandolo non me ne sono mai curato seriamente ma stasera c’è qualcosa di insolito e particolare e forse perfino inquietante che mi ha spinto a catturare col cellulare quel rigoroso ammonimento.
Sono certo che non sia stata Becca a scrivere quelle parole: ne sono certo?
In effetti no, ma e’ sicuro come l’inferno che si, in questa zona le armi moderne così come i cellulari e tanta altra roba “stridano” come un insulto a queste persone (Becca compresa) la quale incarna solo in parte l’etnia che la fa da padrone, quì, appunto adesso e da ancor prima che noi si nascesse e mi riferisco a noi due.
Slogan razzista?
Io credo, mi piace pensare anzi che questo pezzo di terra dove la gente “comune” non vuole andare dopo il tramonto vada orgoglioso del fatto (se un pezzo di terra può andare orgoglioso) di mantenere vive tradizioni e quant’altro, sia cosa giusta.
E’ solo il mio pensiero – un pensiero scaturito dai recessi della mia mente con una sorta di doverosa cautela ma si, credo sia cosa giusta (i wish a buck was still silver when the country was strong…) e perdio! Ci vuol poco a immaginare che questa vecchia, cara America senta forte la necessità di sopravvivere nonostante i travagli che ha passato e che tutt’ora sta passando. Forse, dico forse e’ anche per questo che Becca e’ una campionessa e non mi suonano per caso le sue gloriose medaglie da ogni parte del paese.
Cowgirls o Cowboys non conta poi tanto – basta vincere: Becca said that long time ago ed eravamo “fuori patria”; se la memoria mi assiste in Colorado perciò ben venga la tradizione mandriana divenuta nel tempo uno degli spettacoli più cari alla gente, il rodeo.
Quanto alle armi di ultima generazione quì se ne vedono poche ma…
chi vuol capire capisca e Becca spara alle lattine vuote (anche piene a volte) con una perizia che non ha nulla da invidiare ai maschi perché le pistole pesanti a tamburo tipo John Wayne crescono viceversa come i funghi in tutta la zona Redneck marcata da quel pezzo di compensato al quale stasera ho voluto fare una foto perché nel bene e nel male anche su questo punto e’ possibile parlare di tradizioni, usi e pensiero…
il resto e’ storia più o meno nota
-are there any more real cowboys?- dico di si, comunque e nonostante tutto

…America will survive!

estratto de “Storie di vita” (2002) di Gianmarco Groppelli

edito da centro culturale “E. Manfredini” Tradizioni e Prospettive

Tutti i diritti sono riservati

Nessuna parte del libro può essere riprodotta o diffusa senza il permesso dell’Editore

Progetto grafico impaginazione e stampa Tipitalia-Piacenza, 29121 (PC)

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