hide and seek (in a way)

18 Apr

0541 Rimini (RN) 21:45

reading di Gianmarco Groppelli

Terzo giorno in tournée ed eravamo stanchi e piuttosto di malumore, non proprio sottotono ma poco ci mancava.

Dopo lo show siamo tornati in albergo per rilassare corpo e cervello (specialmente il cervello) con un drink ristoratore (anche 2 o 3 o 4 ) l’importante era riacquistare la pace e tutto e’ concesso -tutto fa brodo- “va bene”
era chiaro ci saremmo ubriacati (tutti) me compreso; uno strappo alla rigida regola che mi ero imposto xke’ un alcolista rimane per sempre un alcolista e non c’è ex alcolista – un alcolista lo e’ a vita -ma la tensione era troppa- e quindi bevvi anch’io, “poco” rispetto agli altri, ma il certo e’ che ci avevo dato di gomito e già al secondo giro non capivo più un cazzo di quel che (era) tutt’intorno e dentro di me.

Un bell’albergo luminoso e i whiskey erano eccellenti in vasta gamma ed era un piacere indescrivibile assaggiarne un poco di questo e un poco di quello.

A un certo punto mi si avvicina un giovanotto, un bel ragazzo in camicia rossa e mi chiede

“Perché?”.

Butto giù un sorso al colpo.

“Perché cosa esattamente?!” faccio io.

“Perché proprio Emily Dickinson?”.

Mi faceva strano.

C’ho riflettuto forse un minuto.

Perché e’ una delle mie poetesse preferite -l’ho pensato- ma ho tenuto quel pensiero per me. Ho fatto spallucce.

“Perché era in scaletta, immagino”.

La faccia del ragazzo si stringe come un pugno tramutandosi all’istante in delusione 100%

perché e’ una delle mie poetesse preferite ed era in scaletta! @ncora una volta giocavo da capitano (in teatro) ma non valevo una cicca e il mio parere contava sinceramente poco o niente – l’ho pensato ma non l’ho detto

ho buttato giù un altro sorso

“Era in scaletta”.

Avevo capito al volo; i suoi occhi belli e lucidi e grandi e trepidanti potevo leggerli come un libro aperto e mi spiegavo la sua palese delusione

“Solo per questo?”.

Non mollava (aveva circa 25 anni) e no, non mollava.

Molto probabilmente avrei tributato Emily fosse dipeso da me e tolgo il “forse” ma non era così-era in scaletta- e restava a metà strada tra le mie quattro reading, un intermezzo musicale e un audio video di Umberto Saba.

Si aspettava una qualche rimpolpata, edificante, emozionante, interessante e ardente ragione per quella mia scelta ma non era così – non era andata così

ERA IN SCALETTA!

mio malgrado -e stavolta l’ho detto- attacco l’asino dove vuole il padrone

“Ah, pensavo fosse lei la star” ha detto.

Si e’ stretto nelle spalle a sua volta.

“Pensavo fosse lei la star”.

– era così – certo! – certo? – si!

non mollava sul fatto della scaletta

gli ho detto che col tempo avrebbe imparato che dietro a una “star” vi e’ un esercito di persone e motivazioni e clausole e contratti e patti e compromessi e decisioni e soldi in ballo

si -la sono- (gli ho detto così) ma resto pur sempre una marionetta ben pagata

-contentati- faccio io

ha annuito

domani ci sarà un bell’articolo su i giornali, non hai buttato via denaro per nulla, sono quì davanti a te -ho detto-

altra gente sarebbe al settimo cielo per questo…

ma non mi veniva proprio dal cuore perché sapevo di essere in paradiso ma legato all’inferno al medesimo tempo -si- e’ stato fantastico!

gli ho detto che era stato fantastico

“Come ogni volta in giro per il mondo e Dio solo sa se dico il vero, ragazzo”.

Gli ho chiesto se voleva un autografo su una delle magliette (felice intuizione di Sveva Onorato) e m’ha risposto

“Magari alla prossima” (quando e dove?)

bella domanda – perdona la crudeltà ma NON NE HO LA PIÙ PALLIDA IDEA ma non l’ho detto

“Grazie del suo tempo” pausa. “Si”.

-si- l’ho detto a mia volta

“Anch’io voglio diventare un poeta” pausa. “Considerato come lei”.

{ho} cremato il whiskey e ne ho ordinati altri due

ho detto -per un futuro raggiante- o roba del genere

ha poggiato le labbra facendo finta di bere e ha posato il bicchiere

“Vado a casa ora” ha detto. “E scrivo”.

[ ho ] sorriso e mi veniva da vomitare!

“Bene” dico io. “Così si fa”.

Uno scrittore scrive e io amo la poesia, ha detto così tanto col cuore in mano quanto io col bicchiere in mano -ho pensato-

QUESTO FARÀ DELLA STRADA mi son detto

troppo whiskey e ho passato la notte piegato sul water ma ne era valsa la pena

non il tutto esaurito ma una bella soddisfazione -lo dico- legato per sempre al paradiso così come all’inferno e benedico entrambi SONO sincero a costo di ripetermi: non germoglia nulla di geniale da una vita “ordinaria” e la mia e’ stata una STUPENDA VITA del cazzo ed e’ forse per questo che mi son buscato applausi, denaro, scatti di rito e un bell’articolo a colori (ancora una volta)

non l’ho detto al ragazzo (a voi si) che ho mentito: sapevo esattamente giorno, data, città e ora della prossima esibizione

passatemela per favore xke’
nessuno e’ perfetto.

da “Storie di vita” di Gianmarco Groppelli

edito da centro culturale “E. Manfredini” Tradizioni e Prospettive

Tutti i diritti sono riservati

Nessuna parte del libro può essere riprodotta o diffusa senza il permesso dell’Editore

Progetto grafico impaginazione e stampa Nuova Linotipia Piacenza

acquistabile anche online

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