well done!

17 Mag

Più o meno due settimane fa ho notato un tizio, un uomo sui settanta anni che si guardava la punta delle scarpe; sedeva su una panchina non distante da casa mia. Sfoggiava una giacca grigio fumo londinese tutta stropicciata e dei calzoni di fustagno a coste verde scuro.
Ho chiesto al mio autista (una sola volta) se sapesse chi fosse quell’anima in pena e m’ha risposto -non saprei proprio- ha spento il motore (siamo rientrati in casa) e non ne abbiamo più parlato.
Ciò aveva messo fine alla faccenda ma di fatto la mia curiosità nei confronti di quell’uomo trasandato era rimasta tant’è che ne avevo parlato anche a Giovanna e alla prima occasione mi appiattivo dietro alle tende per vedere senza essere visto.
I giorni passavano e lui era sempre sulla panchina con indosso gli stessi vestiti a fissarsi la punta delle scarpe sputato identico a come e quando mi ero accorto della sua curiosa presenza che oramai era entrata nella routine della mia vita.
Pioveva ed ero certo di non trovarlo quel giorno (un venerdì pomeriggio) nel quale mi ero preso una pausa dalle mie carte sulle quali non riuscivo ad applicarmi per “colpa sua”.
Restava piazzato esattamente nel mezzo, tra me e il mio lavoro, come un muro, una rete da tennis, un cancello, una recinzione ed era chiaro come il sole che la possibilità di ignorarlo era fuori questione tanto sentivo urgente la necessità di avvicinarlo per chiedergli

per chiedergli…!?

Appunto; non lo sapevo nemmeno io e l’ho lasciato lì sotto alla pioggia mentre Giovanna ci dava di abbaglianti e imprecava in mezzo ai denti irritata dalla lentezza di un giovanotto sulle strisce pedonali

-devi recensire?-

Le ho risposto-devo recensire-calmati sta sulle strisce-non rompere le palle-

…gli porto un ombrello

ma non l’ho fatto, e non ho recensito, e ho preso un treno di nomi, e quanto non me ne fregava un cazzo e potevano andare tutti a fare in culo tranne quel povero diavolo che ormai sentivo “mio” in maniera morbosa xche’ forse gli era morto un FIGLIO o la moglie (ammesso che fosse sposato) un amico di infanzia magari, forse un dottore gli aveva diagnosticato (…) duemila ipotetiche ragioni che giustificassero la sua presenza NELLA MIA VITA ed ero al punto di partenza ma proprio quando mi ero rassegnato alla triste prospettiva di “lasciarlo in strada” limitandomi a sbirciarlo da dietro le tende ho avuto quella che si dice una “rivelazione”, un fulmine a ciel sereno (…)

Eureka!

E l’ho avuta mentre (ri)vedevo per la milionesima volta “L’ora del lupo” di Bergman. Ho messo in pausa
cento e poi cento volte e mandato indietro la pellicola soffermandomi su un dialogo che (non avevo dubbi) mi avrebbe liberato da i ceppi che mi imprigionavano.

“Da tempo l’ho notata e ho pensato al modo migliore di approcciarla. Ero molto titubante al riguardo ma poi mi son detto che il modo era semplice sa, venire dritto allo scopo”. Gli avrei detto così.

Mi ha guardato come si guarda uno stupido e ne aveva tutte le ragioni.
Chi ero per invadere i suoi spazi, eh.

Perché la gente non si fa mai una Limousine di cazzi suoi??!?.

Gli andava di guardarsi la punta delle scarpe, non aveva di meglio da fare, era in pensione ed era un lupo solitario, un selvatico, uno spirito libero che gode delle panchine in città, con il sole e con la pioggia.
Era questo che mi dicevano i suoi occhi e non c’era proprio nessun mistero da dipanare.

Sono tante cose ma non uno S. Holmes.

Il mio manager Pierluigi Villani ha detto così, testuali parole: “Non sei un fottuto Holmes, sei uno che non lavora da tre settimane, quasi. La sola pagina che mi hai mandato sabato scorso e’ spazzatura”.

Trash-spazzatura made in Piacenza, signori. Questa merda che state leggendo. Sono il primo a dirlo ma se non mi fossi “preso la briga” di cagare non sareste venuti a conoscenza di un aneddoto che personalmente ritengo interessante, e che, come dico sempre nel bene e nel male fa parte di me e ho voluto condividerlo con voi.

dal testo “Storie di vita” di Gianmarco Groppelli edito da centro culturale “E. Manfredini” Tradizioni e Prospettive

Tutti i diritti sono riservati

Nessuna parte del libro può essere riprodotta o diffusa senza il permesso dell’Editore

acquistabile anche online

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