ISO 3166-2, U.S. (CO) (inedita) di Gianmarco Groppelli – reading interpretata da Gianmarco Groppelli 16/10/2016 via Egidio Gorra .25, Piacenza (PC)

17 Mag

Circa venti miglia a ovest di Denver c’è o almeno c’era ai tempi una cascina abbandonata e fatiscente; incuria totale (ogni tipo di ciarpame) ma non e’ molto importante che mi soffermi su questi dettagli, vi basti sapere (era il 1996) che ero molto ma molto diverso da come sono oggi poiché schiavo dell’alcool ed e’ superfluo dire che ero un rottame nel corpo e nell’anima sebbene avessi già le tasche piene di soldi, un manager in gamba che giustamente non mancava di redarguirmi, uno staff di quindici persone e una moglie. Eran tournée e riflettori (nella mia vita) ma poco contava, o quasi nulla; finché avevo Jim Beam e sigarette era tutto a posto. Il resto proprio mi era indifferente e ne traevo un piacere crudele perché si sa che le dipendenze fanno di un animo delicato, un animo da pezzente.
Tutt’intorno era una giungla color pisello, carcasse di auto, pneumatici sparsi quà e là, bottiglie e lattine ovunque.
Per caso e per circostanza mi ero imbattuto in essa e ho continuato a tornarci per non so quanto tempo, a riflettere e spaccarmi di whiskey lontano dagli occhi dei baristi pettegoli di Downtown.
Guidavo senza patente e non era un problema. Avevo altro di cui preoccuparmi: i cancelli rossi e ci siamo capiti.
Ad ogni modo, questa perla del trash sonnecchiava nel nulla gettata lì alla bell’e meglio e io pure non ero nulla perciò abbiamo legato subito.
Mi son seduto con le spalle al muro per riposare cuore e cervello (emicrania post Jim Beam) troppe Kent e troppe notti bianche.
Ho chiuso gli occhi per un secondo e vi son rimasto non saprei dire per quanto tempo a scrutare dall’unica finestra sozza e scheggiata, la desolazione che ci accomunava e non ho mai scordato, nelle ore notturne, quando il cuore mi si fa più greve e antipatico e pregno di sensi di colpa e altrettanti cattivi presagi, pensieri suicidi (tutto, ma proprio tutto) come ad esempio la sagoma di un grosso escavatore che così acquattato nell’erba alta pareva un elefante addormentato.
Ho chiuso gli occhi un secondo per riposare cuore e cervello e vi son rimasto non saprei dire per quanto tempo (spalle al muro)
incuria totale e disperazione al 100%

così come l’unica finestra sozza e
scheggiata era sputato il mio cuore!
TUTTO era SOZZO e SCHEGGIATO
(inside ‘nd outside)

TUTTO ERA SFACELO!
TUTTO ERA PERDUTO E SE NON PROPRIO TUTTO, QUASI…

circa venti miglia a ovest di Denver (senza patente)

Le immagini sono soggette a copyright

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