GNIAOPVOALNINA (GIO/NA) VITA MIA

18 Lug

L’ho scritto tante volte in tante poesie: non sono un nostalgico perché vivere nel passato significa ripudiare il presente e di conseguenza non goderne.

L’ho scritto tante volte in tante poesie: non sono un nostalgico perché vivere nel passato significa ripudiare il presente e di conseguenza non goderne.

Non sono un nostalgico e non e’ proprio vero (al 100%) diciamo che non vorrei esserlo perché vivere nel passato significa ripudiare il presente e di conseguenza non goderne ma lo sono anche se non vorrei esserlo (al 100%) perché vivere nel passato significa ripudiare il presente e di conseguenza non goderne e non vorrei esserlo ma un po’ lo sono ma so che non e’ giusto perché vivere nel passato significa ripudiare il presente e di conseguenza non goderne perciò scriverò che “non lo sono” e mi vien da sorridere (right now) computer, tv e radio tutti insieme e la dice lunga, il cellulare più grande di una scarpa piazzato sul tavolo,in verticale, per gustare meglio “My wife and Kids”, Damon Wayans e’ uno spasso e suona pure il telefono del “lavoro” e non rispondo ma il significato non cambia, più tecnologia di così sotto a un tetto minchia davvero fa riflettere proprio ora xche’ vivere nel passato significa ripudiare il presente e di conseguenza non goderne (proprio adesso) paradossalmente tutti gli oggetti elencati e tanto odiosi mi occorrono x ricomporre il passato ma non e’ giusto perché vivere nel passato significa ripudiare il presente e di conseguenza non goderne nondimeno dico che ho “scelto” di gettare un occhio indietro vuoi per tirare due somme al volo, o più semplicemente, per redarguire il mio inconscio che pare voglia struggersi e crogiolarsi nei tempi passati (nel bene e nel male) quindi dico che non sono un nostalgico (al 100%) ma e’ pur vero che per certo verso lo sono ma non voglio quindi “non” sono un nostalgico, tuttavia, oggi qualsiasi cosa pare voler annientarmi e non vi e’ spazio per altro e non voglio essere un nostalgico ma sto già parlando anche se forse non te ne sei accorta dei giorni in fiore odorosi di fiori e dei muretti devastati di scritte e dediche e scarabocchi che in teoria dovrebbero richiamare alla mente dei cuori. Rozze passate e (ri)marcate parole per riassumerne una sola e non c’è bisogno che ti dica quale sia quella parola pensaci un millesimo di secondo e me l’hai sussurrata in una vita e mai abbastanza, incastrati tra un videogioco e l’altro nella sala giochi che sai (una seconda famiglia) promesse ed amici tutt’intorno, aria che non respireremo mai più accanto al biliardo col portiere rosso senza naso che (ricordi?) avevamo battezzato “bello profilo” e non ho vinto una volta ma c’ho lasciato “milioni” lì dentro e noccioline a paragone dei gettoni adoperati per sentirti dopo cena: due ore a parlare di tutto e niente ed e’ sai con nostalgia (lo dico!) si, e lo ripeto NOSTALGIA che sento tornarmi alle orecchie i piatti e inconcludenti e vaneggianti discorsi da adolescente e in quel delirio era un sogno ad occhi aperti tenerti per mano e baciare la tua bocca fredda al sapor di limone (ghiaccioli a raffica in estate) e quanto fumo ho respirato da dentro te ed avevi l’età che avevi e t’avessero beccata a fumare ovviamente la colpa sarebbe stata mia e’ chiaro giacché i tuoi non hanno mai potuto soffrirmi (ed era tremendo) quanto giusto per ragioni che sai e quando i cancelli rossi di Bologna si sono aperti per riestituirmi alla società non c’ho pensato per nulla di chiedere scusa a nessuno men che meno ho pensato di “giustificarmi” coi tuoi che si erano (parole tue) illusi di non avermi più tra le palle e lontano dal tuo cuore forse potevi ricominciare -l’hai detto- così come hai pianto il cortile in estate ogni volta che in punizione ti era negato vedermi – mezz’oretta rubata da tutt’altra parte prima della lezione ed andavi bene e hai fatto carriera ed eri sveglia e bella e donna come adesso coscienziosa ma innamorata sicché abbiamo mollato la via dietro al conservatorio per far ritorno come guerrieri ma mica sconfitti (più forti di prima) e son volate carezze: prima, durante e

dopo (…)

la magia di continuare a volersi nella cantina comune della tua palazzina in mezzo al brontolio della caldaia e i contatori simili a spettatori e c’hai sempre riso di questo…
lì dentro dove per una sorta di misteriosa complicità meccanica, ora ti vedevo ora no, ed eran soltanto comuni luci a tempo sicché ti stringevo più forte senza vederti ma il fremito del tuo corpo appiattito contro al mio la diceva e ne raccontava e se avesse potuto parlare (la immaginavo una voce) quella che chiamavi “di sotto!” e non era una richiesta bensì un non perdiamo tempo -e’ poco- mio padre (…) sapevo(amo) ed eravamo tanto impacciati quanto compresi del nostro ruolo di amanti, sapevo(amo) che a cozzare denti contro denti non era cosa normale e non vi era cosa più bella perché se ci si era cozzati era perché di qualcosa che ora non ricordo (tutto e nulla probabilmente) stavamo ridendo come da che mondo e mondo i ragazzi ridono – per l’appunto di tutto e niente – e ti ridono in faccia fossi anche il Papa xche’ e’ risaputo che l’età più stronza non perdona e non sente ragioni e vive e si nutre solo (e soltanto) di chi si fida: famiglia (a tratti) fidanzata e amici; il resto e’ merda e se il mondo continuava a girare o si fosse pure fermato non me ne sarei neanche accorto: ubriaco dei miei 16 anni ed accecato com’ero d’amore. Sento l’odore fradicio di marciume di quella cantina ancora e ancora e ancora all’infinito così come voglio CONTINUARE ad amarti 4ever&4always nel bene e nel male!

…alla faccia del cazzo,
Groppelli non c’ha nostalgia proprio di nulla e non vive nel passato, no no

…@mici d’oggi un attimo,
ho solo detto che non vorrei esserlo e ho lasciato scritto che NON lo sono ma che io ricordi non ho mai detto di non essere stato un ragazzo (nel bene e nel male) restituito alla società passando attraverso un interminabile galleria di bar fino alle labbra fredde di limone (ghiaccioli a raffica in estate) e lei sa (che sto parlando proprio di LEI) che forse vive (chi può saperlo) nel passato godendo allo stesso tempo del presente.
E’ raro ma può succedere.
Amen!
Ho il computer in fiamme in tutti i sensi ma può tener duro ancora un secondo se un oggetto può voler bene e ne dubito ma ci provo e scrivo SONO UN NOSTALGICO e ti A-M-O dovunque tu sia (…)
love is forever e se non e’ così, pace. A me piace credere che sia così e comunque ad ogni modo TI HO PORTATA ALL’ALTARE ❤❤❤

dal testo “Del sale era il profumo” di Gianmarco Groppelli

edito da Vicolo del Pavone

Via Giordano Bruno, 6 29121 Piacenza (PC)

2013 – ristampa 2015 volume supportato da audio CD per non vedenti

introduzione a cura di Ugo di Martino (Udim)

comprensivo di illustrazione del maestro William Xerra

Tutti i diritti sono riservati

Nessuna parte del libro può essere riprodotta o diffusa senza il permesso dell’Editore

Progetto grafico impaginazione e stampa Tipitalia-Piacenza

acquistabile anche online ITA/UK/U.S.

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