www.piacenzasera.it di Gianmarco Groppelli

24 Lug

Suburbicon – PcSera di GIANMARCO GROPPELLI

SUBURBICON

USA 2017
104 min

Regia di GEORGE CLOONEY

genere: dark comedy-comedy-thriller.
cast: Matt Damon, Julianne Moore, Oscar Isaac, Jack Conley, Megan Ferguson, Michael D. Choen, Glenn Fleshler,Tony Espinosa, Leith Burke, Noah Jupe, Gary Basaraba.
fotografia: Robert Elswit.
musiche: Alexandre Desplat.

Sceneggiatura di Joel e Ethan Coen, George Clooney e Grant Heslow.

Il martello si abbatte sulla ridente cittadina, Suburbicon, nel (1959) più nello specifico su Gardner Lodge, padre di famiglia e uomo savio, coinvolto in una serie di nefasti avvenimenti che gli strapperanno dalle mani i sogni di una vita.

George Clooney si avvale del talento dei fratelli Coen affidando loro la sceneggiatura e attingendo a piene mani dal loro registro cinematografico.
Clooney dirige con gran sentimento e mestiere un film soltanto a una prima occhiata distratta, scanzonato e leggero, ma che invece punta a un bersaglio ben preciso che tutto è…
tranne argomento felice.
Il lungometraggio nel suo intero è di fatto un geniale, livido, coraggioso e sconvolgente quadro della middle class negli anni cinquanta.
Non mancano tocchi grotteschi, risatine a denti stretti, mezzi sorrisi.
Dei “made in Coen”, questo film di Clooney ha tutto il dolceamaro.
Il mordente.
Il colpo di scena improvviso: sacrificio e gloria, sangue e chiesa, opposti che si attraggono e si respingono, spunti di riflessione; una amalgama di humour nero e di lucida, furente, diretta critica all’uomo e alla società.
Un Clooney sorprendente ed insolitamente arrabbiato deciso a scovare, qualora ci sia, la vera giustizia.
Suburbicon è uno strepitoso film di denuncia.
Un film ambizioso e intelligente riuscito su tutti i fronti.
Uno di quei film che resterà sulla bocca della gente per molto, molto tempo.
Lo spettatore siede comodo in poltrona con gli occhi trasognati, pieni della luce del tramonto e da tutta l’eleganza dei giardini e delle villette diligentemente poste l’una accanto all’altra divise da siepi minuziosamente rasate e ben curate, poi accade qualcosa.
E qualcosa ancora.
Questo qualcosa ancora si attacca al qualcosa di prima andando a formare una squallida catena i cui anelli sono fatti di atroce indifferenza, vergogna, violenza, miseria morale e altre aberranti componenti degli esseri umani.
Un film affascinante, duro, tagliente come un rasoio.

Suburbicon ?

Un prodotto destinato soltanto a palati fini, assolutamente sconsigliato agli amanti delle saghe epiche fracassone che mostrano i muscoli della computer grafica.
Quì invece parliamo di grande cinema! Pronunciare la parola Suburbicon è già di per se sufficiente a tracciare una linea (un muro, più che una linea) che divide chi va al cinema tanto per passare il tempo e stare al caldo, da chi va al cinema per nutrire il proprio cuore e il proprio cervello.

Un capolavoro da non perdere.

di Gianmarco Groppelli

Giudizio: ☆☆☆☆☆
PcSera
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novembre 5

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