12 vs 4

8 Nov

Istituto Magistrale Statale

G.M.Colombini Piacenza

Via Sebastiano Nasolini, 9, 29122 Piacenza PC

0523 756011

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Per come la vedevo io erano comunque 60 minuti ma di fatto (vero) era ora buca pertanto, superfluo dirlo, facevano un chiasso infernale.
La 5a F era un “martello” di 12 femmine e 4 maschi. I maschi erano quasi sempre (togliamo il quasi) quindi dirò sempre, ostracizzati da qualsiasi forma di interazione. Nello specifico quella mattina erano sparpagliati per la classe e deambulavano cozzandosi quando tra un banco e l’altro era ovvio, due persone mica ci passavano.
Mai vista scena più compassionevole di quella, e di cose bizzare, divertenti, assurde, terribili ne ho viste nella mia vita ma quei ragazzi (con il loro fardello e il loro esilio) me li vedo ancora davanti agli occhi, a volte.
Tipici nerds? No, solo buon diavoli con poco carisma, chiamiamolo così. Forse un po’ timidi ma nerds mi suona proprio fuori luogo (erano in gamba, alla fine) nondimeno, una qualsiasi di loro avrebbe potuto schiacciarne un paio a suon di rimbrotti e prese per il culo senza difficoltà.
Bullismo? Eran tutte ragazze in gamba, ma si, a volte con loro si comportavano veramente male. La loro condotta morale era in quegli attimi di agonia per i ragazzi, assolutamente inammissibile ma qualcosa mi aveva sempre frenato dallo spingermi oltre i limiti di una nota sul registro: mai spedito qualcuna o qualcuno dal preside. Stasera (ri)vivo e (ri )vedo situazioni spiacevoli e nauseanti e mentre mi tormento le labbra con i denti mi e’ venuto appunto di pensare a quell’ora buca (novembre 2010) e ai 60 minuti buttati nel cesso.
Loro, le ragazze, erano addossate l’una sull’altra tipo mischia NFL su i banchi (quattro uniti) in fondo. Alle spalle di questo groviglio di leggings, carne, capelli e tutto il resto, sul muro diviso da spartane pennellate bianco sopra e beige sotto campeggiava una grande cartina dell’Italia (ben dettagliata) e che nessuno/a aveva mai cagato di striscio.
Sfogliavo non un giornale (odio i giornali e lo sapete tutti) quindi sfogliavo certo qualcos’altro ma non chiedetemi cosa perché non ricordo nemmeno quello che ho mangiato ieri sera. Sfogliavo, punto.
“Basta cioccare per l’amor del cielo”.
Niente.
Sempre addossate l’una sull’altra; credo stessero divertendosi con la scossa perché ogni due minuti lanciavano grida seguite da risate tanto sguaiate quanto scontate. Mi sono alzato e sequestrato “la scossa” (un aggeggio grigio) tipo mano della fortuna e me lo sono portato.

Meno mezz’ora (thank God)

Il tempo era scandito col contagocce dal grosso orologio tondo anch’esso sul muro più lontano: proprio di fronte a me.
“Si può fumare?”.
Era una domanda che non meritava neanche una risposta – quando mai – perciò non mi sono preso pena; nel tempo mi ero avvezzato alle cose più assurde.
La testa l’ho scossa, però
(in gesto di diniego) e ho forse tirato un -ma vai a cagare – nella mia testa (chi può saperlo) ad ogni modo sfogliavo ora mi e’ venuto in mente cosa: “A porte chiuse”, un fumetto per adulti piuttosto stimolante e non mi riferisco al pisello e basta, giuro. Eran storie fantasiose, talvolta anche crude, avvincenti e solide nella “sceneggiatura” più di quanto uno possa aspettarsi da letture simili.
Leggere per credere. Fatelo se vi capita. Si trovano ancora dal giornalaio e spesso vengono venduti a pacchi di quattro, imballati in una plastica trasparente sulla quale spicca il prezzo del prodotto e aggiungero’ che sono molto, molto economici.
Ovviamente non reggono il confronto con la narrativa erotica della Olimpya ma anche loro si difendono (come vecchi pugili ancora in gamba) e’ roba datata che oggi viene chiamata Vintage…
anyway, a proposito di letture: meno 15 minuti alla fine di una lezione che non era mai iniziata, sostanzialmente.
Pensavo a Giordano Bruno. Al falò in Campo dei Fiori che lo aveva ridotto in cenere. Una fottuta ingiustizia e lo ripetero’ all’infinito. Possiedo una copia del suo “Spaccio de la bestia trionfante”.

Faccio per infilarmi il cappotto e una delle ragazze mi chiede consiglio.
“Che posso leggere?”.
“Che ne dici di Joyce?! La settimana scorsa hai fatto scena muta” ho detto.”Dovresti saperlo a memoria”.
Mi son chiesto perché avesse scelto quell’indirizzo ma sapevo già la risposta – perché non voleva separarsi dalle sue amiche del cuore, più o meno impreparate a loro volta e non solo su Joyce.
“Moby Dick?”.
Ha detto -soporifero- che lo aveva ascoltato in audio su Youtube e non le era piaciuto (bravo interprete) ma il libro in sé stesso e’ pesantissimo, ha concluso così.
“Me ne dica un altro”.
Ho pensato – ma vai a mangiare, non hai fame?! Un’ora di scossa e pettegolezzi mette fame, scherzi a parte voi che dite.
“La lacrima nel sigillo e altri racconti” di James.
Storce il naso e soffia che lo sa a memoria.
Ho detto -vorrei proprio vederti-
“Dai, un altro”.
“Qualcosa di John Cheever?!”. Il primo che mi e’ venuto in mente.
“Triste e noioso”. Aveva due occhi bruni e belli che mutavano ora più chiaro ora più scuro a seconda del tempo che fuori dalla finestra stava cambiando.
Forse pioverà – ho pensato- che forse sarebbe piovuto.
“Hemingway ti piace?”.
“Abbastanza”.
Leggiti “Festa mobile” – ho fatto io – tutto ambientato a Parigi, ti piacerà.
Mi ha detto – odio la Francia e ho pensato e io odio Miami, e allora?!

Leggi e facciamola finita su, io ho fame.

Mhmm, quando il cervello ci si mette.
Ovviamente mica glielo ho detto.
Forse però il mio viso congestionato da quello snervante ping pong qualcosa dava a vedere perché a un certo punto ha scosso la testa come se avesse compreso.
“Vada per Hemingway”.
“Festa mobile. Sono racconti”.

Arrivata alla porta, si gira, mi dice grazie e io rispondo “Dovere”.

Era TUTTA una vita che volevo dirlo, e pronunciando quella parola mi sono sentito come lo sceriffo della contea di Medina, Washington ☆ Non so se mi spiego ma credo di si.

estratto de “Storie di vita” (2002) di Gianmarco Groppelli

casa editrice centro culturale “E. Manfredini” Tradizioni e Prospettive

Tutti i diritti sono riservati

Nessuna parte del libro può essere riprodotta o diffusa senza il permesso dell’Editore

Progetto grafico impaginazione e stampa Nuova Linotipia

29121 Piacenza (PC)

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