amò

14 Gen

com’è che ti dissi (bar senza pretese) magari una sera ci vediamo ancora quì (pizzeria senza pretese) ci vieni spesso? chissà (tavola calda senza pretese) magari ci vediamo quì chissà

mi hai detto che se ci fossimo scambiati i numeri sarebbe stato tutto più semplice

mai stato semplice casomai perfetto nelle luminose giornate d’estate sotto alla curva odorosa di un pergolato a raccontarsi il prodigio d’essere giovani con un gelato (alla fragola) in mano e un regalino da due soldi in tasca: il mio segreto e la tua gioia in un secondo appoggiati alla ringhiera e m’hai capito al volo

due ore a raccontarsi tutto e niente quando sei giovane col mondo in mano innamorato della vita e dell’amore e non c’hai un cazzo da dire sotto alla curva odorosa di un qualche pergolato a parte forse

-resta ancora altri cinque minuti-

hai voglia quante volte su i gradini di casa

una bottega di conchiglie un artigiano un ciabattino e una serranda perennemente abbassata che non ho mai capito

era amore!

era amore

era amore?

tra conchiglie e scarpe rotte era amore

il muro di rimpetto sbracato a dire Ciro fascista bastardo Sorrentino troia Vita t’amo e altre cose che adesso non ricordo come i ricordi che non voglio ricordare

il tuo nome sulla pelle ogni volta che mi spoglio 30anni dopo

la tua voce da bambina (se ci scambiamo i numeri sarà tutto più semplice) l’hai detto e ti dico

buon anno amore

col Covid (e con tutto il mio cuore) adesso

GIANMARCO GROPPELLI

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