by night

17 Gen

saranno un paio d’ore
sono tornato a casa (in taxi)

ho aperto la porta e pescato un mazzo a caso; teniamo tutte le chiavi in un grosso posacenere anni ’70 nell’atrio all’ingresso

sono sceso in garage e ho sbloccato le porte dell’auto corrispondente alle chiavi

buio pesto (neve a terra) freddo cane

la strada era un imbuto inquietante; lampioni come fiori passiti fin dove giungeva la vista (cazzo di posto) e mi e’ venuto di accelerare il passo

ho risposto al telefono

-dove sei?-

le ho detto in giro, che ero in giro

la sua voce si mescolava ad un brano swing (Sinatra, Dean Martin, Crosby forse) e sentivo che non c’era nulla in tutti i sensi -non era nulla- e andavo nel nulla pensando più o meno a nulla e andava bene così

mi ha domandato dove stessi andando e le ho risposto che non lo sapevo

ci sei ancora?

c’era

-sarai a casa per cena?-
e dopo averci pensato un secondo
-dico a Viola di aspettare ad andarsene finché non sarai tornato?!-

le ho detto non occorre lasciala andare a casa

qualcosa gracchiava nel viva voce e ho pensato che fosse lo schiocco di un bacio (forse lo era forse no) ad ogni modo aveva riagganciato

c’era una troia acciambellata sul ciglio della strada e stava urinando

ho accostato e volevo caricarla
cose che molli per poi tornarci sopra

era iniziato così quel cazzo di giorno e così sarebbe finito

sono (ri)partito lasciandola acciambellata a urinare

poi c’ho pensato sopra mentre l’auto silenziosa filava adagio alla volta di NON ne avevo idea e ho smesso di pensarci poi ci sono tornato sopra

al ritorno l’ho “cercata” ma non c’era e non c’ho più pensato per forse un secondo poi ci sono tornato sopra e ho mollato la cima e poi c’ho pensato di nuovo mentre imboccavo il vialetto senza mettere la freccia

ho abbandonato le chiavi nel cappotto e il cappotto nell’atrio (a terra) e nessuno si e’ curato di andarlo a raccattare

mi sono avvicinato al divano dove lei dormiva e l’ho semplicemente guardata dormire fumando una delle sue sigarette pesanti e francesi e senza filtro

devo dire che era insolitamente buona

dormi – pensavo e ho voluto spegnere il cellulare

mentre lo spegnevo mi sono accorto di un messaggio non letto (e l’ho letto)

vado a dormire mi fa male la testa ti amo, non correre – dovunque tu stia andando occhio che la strada e’ un macello – c’era scritto così

ho cancellato il messaggio e non c’ho più pensato per forse un’ora poi ci sono tornato sopra mentre non riuscivo ad addormentarmi e ho smesso di pensarci e mi sono alzato (ho pisciato) e sono tornato a letto e non ci ho più pensato; almeno credo

dal testo “Del sale era il profumo” di Gianmarco Groppelli

edito da Vicolo del Pavone

Via Giordano Bruno 6, Piacenza 29121, Piacenza (PC)

ristampa 2019

volume supportato da audio CD per non vedenti

introduzione a cura di Ugo di Martino (Udim)

comprensivo di illustrazione del maestro William Xerra

Tutti i diritti sono riservati

Nessuna parte del libro può essere riprodotta o diffusa senza il permesso dell’Editore

Progetto grafico impaginazione e stampa Tipitalia Piacenza, 29121 (PC)

acquistabile anche online

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